giovedì
23 novembre 2017
ore 17:59
 
  Percorso :: home > storia > la storia di Cagli  

:: Storia ::
:: Tradizioni ::
:: Album ::

La Storia di Cagli


Dell'antica città romana di Cale, posta sulla via Flaminia che collegava Rimini a Roma, si hanno cronache sin dal IV secolo. Situata sulla principale arteria consolare che attraversava l'Appennino, essa dominava la valle dal promontorio della Banderuola. L'ubicazione rimase sul colle sino al 1287, quando, sotto lo Stato della Chiesa, la città venne rasa al suolo da un incendio scoppiato durante la guerra tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Venne quindi operata una riedificazione sulla piana sottostante ove già si trovavano alcune delle Chiese che fanno parte del patrimonio architettonico della città. Per volontà del papa Niccolò IV si operò questa traslazione nel 1289 e la città venne rifondata con il nome originale di S. Angelo Papale in onore al sommo pontefice che ne seguì la ricostruzione, possibile grazie anche al contributo di 57 città dello Stato Pontificio, come testimoniano gli stemmi che possiamo ammirare nell'omonimo salone del Palazzo Pubblico. Libero Comune fino alla fine del 1300, in esso si svilupparono attività artigianali e manifatturiere tra le più importanti dell'entroterra. Dalla fine del XIV sec. Cagli divenne uno dei capisaldi del Montefeltro: terza città per importanza, trampolino di lancio per la conquista dei territori umbri, Gubbio in testa, residenza prediletta del Duca durante i suoi viaggi in zona. Francesco di Giorgio Martini edificò una delle sue inespugnabili fortezze sulla sommità dell'odierno colle dei cappuccini, collegata alla Torre che ancora oggi svetta alle porte della città, mediante quel capolavoro di ingegneria militare che è il “Soccorso Coverto”: un passaggio sotterraneo recentemente restaurato che speriamo di poter visitare il prima possibile. Nel 1631 Cagli tornò a far parte dello Stato Pontificio,ma mantenne un carattere autonomo grazie alle fiorenti attività avviate durante i secoli precedenti. Sede di conventi con presenza massiccia da parte dei Benedettini, Cagli fu testimone dell'attività di numerosi artisti di cui ancor oggi possiamo contemplare le opere: da Timoteo Viti a Giovanni Santi, da Raffaellino del Colle a Gaetano Lapis, fino agli stucchi del Brandani custoditi a palazzo Tiranni. Definita da Vittorio Sgarbi una “Città segreta, discreta, protetta e inevitabile, ove il tempo sembra essersi fermato.”


by Taretius
Spirito Cagliese Staff

 
   
  © 2004-2017 Spirito Cagliese v.1.0

:: per contattare lo Staff clicca qui ::
:: risoluzione consigliata 800x600 ::
:: pagina generata in 0,0000 secondi ::