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Vive ad Abbiategrasso ma riceve una multa da Cagli.

Data: 16/02/2015
Autore: Redazione
Fonte: pu24.it
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Dove non è mai stata. “Vi racconto l’ingiustizia che sto vivendo”

Gentile redazione di www.pu24.it,
mi chiamo Marina Villa, abito e lavoro in una cittadina in provincia di Milano (Abbiategrasso). Conosco la Vs. Regione, per turismo ci sono venuta più volte. Al mare, ma anche per visitare le Vs. splendide città d’arte, le valli che risalgono i fiumi, i Sibillini (Visso e, soprattutto, Cupi sono uno dei miei luoghi del cuore).
Tante visite, in tanti luoghi, ma mai a Cagli, e non a Cagli il 12 maggio 2014.
Rimango, quindi, stupita quando lo scorso agosto mi viene notificata una multa per divieto di sosta dalla Polizia Locale di Cagli.

IL CONSIGLIO: PAGHI
Telefono, parlo con una gentile Comandante della Polizia Locale che mi consiglia di pagare. Avrò anche ragione ma sono pochi euro, il Comune di Cagli è vorace e Equitalia ancor di più (così mi viene sommariamente detto)
Mi informo anche con la Polizia Locale e Provinciale della mia città e della mia Provincia (che mi confortano: vedrai te la toglieranno, ci mancherebbe) e mando via mail agli uffici competenti della prefettura un ricorso al provvedimento.
Ricevo, in cc, una mail della prefettura che chiede spiegazioni alla Polizia Locale di Cagli (immagino sia la prassi). Ricevo il verbale originale dell’agente che aveva rilevato l’infrazione (mi ero permessa di ritenere non propriamente corretto che la macchina venisse identificata come marca e modello Fiat, avevo contestato che non risultava da verbale identificata come Fiat Panda. La comandante aveva risposto che “lì tutte le Fiat sono Panda e gli agenti verbalizzando Fiat intendono Fiat Panda!!).

DA 40 A 100 EURO
Arriviamo a gennaio 2015. Mi viene notificato un atto dalla Vs. Prefettura in cui mi si intima di pagare entro trenta giorni poco più di cento euro (la sanzione originaria era di circa quaranta euro! aveva ragione la comandante: paga e taci che ti conviene), riconfermando la sanzione.
Avevo, nel ricorso, dichiarato che quel giorno io, i miei familiari e la mia macchina eravamo altrove. L’agente di Cagli mi aveva beccato in divieto di sosta un giorno in cui io e la mia macchina avevamo lasciato traccia in Abbiategrasso (a quattrocentotrentacinque kilometri di distanza dalla Vs. cittadina), nel ricorso ne davo riscontro e affermavo che i testimoni non avevano problemi a rilasciare dichiarazioni nelle forme che le autorità avessero giudicato più idonee.
Arriviamo all’ultimo atto. Scrivo al Giudice di Pace competente che mi risponde (gentile) che il ricorso costa sessantaeuro di spese amministrative.

LO SCONFORTO
Mi fermo un attimo a riflettere, devo dare ragione alla comandante di Cagli (Paga e taci!), mi piego alla “comodità della rinuncia” ed alla “tranquillità” un po’ come ci si piega al pizzo.
Sono sconfortata, non ho la forza di andare oltre. Scrivo però alla stampa locale (quella di cui trovo traccia in rete): possibile che tutto ciò dipenda solo dalla bulimia delle amministrazioni locali piegate dalla pesantezza del rispetto dei patti di stabilità? per una quarantina di euro? possibile? ho il dubbio che tutto qs nasconda pratiche su cui è meglio non indagare! abito al confine con un incrocio regolato da un semaforo smascherato dall’inchiesta sulla temporizzazione dei semafori, dopo aver emesso decine di migliaia di multe! a pochi kilometri da me c’è un ufficio di un Giudice di Pace bloccato (e chiuso al pubblico per più di un semestre a smaltire l’arretrato) perché la temporizzazione del giallo di un altro semaforo in “zona Expo” aveva permesso l’emissione di centinaia di migliaia di multe!
In ogni caso avete fatto di me una cittadina timorosa delle istituzioni come potrei esserlo di una cosca mafiosa. Sicuramente il Comune di Cagli e la Prefettura competente meriterebbero un premio per la gentilezza e premura nei confronti dei possibili turisti (magari si potrebbe chiedere un contributo a Dustin Hoffman).
Il rifugio di Cupi e i ragazzi che lo gestiscono mi mantengono vivo l’amore per la Vs. terra; il formaggio dal latte delle pecore comisane di Pastorello mi costringerà a non abbandonare i Vs. paesaggi; il gigantesco San Cristoforo della Collegiata di Visso mi proteggerà contro le angherie dei vari sceriffi di Nottingham.
Mi scuso per la lunghezza, il disturbo e la sostanziale minuzia dell’ingiustizia subita e narrata. Ma è anche dal rifiuto a tacere di fronte alle piccole ingiustizie che possiamo mantenere vivi gli anticorpi per reagire alle ingiustizie più grandi e pericolose.
Grazie e buon lavoro.
Marina Villa
Abbiategrasso

 Link correlato alla news
www.pu24.it/2015/02/01/vive-ad-abbiategrasso-ma-ri...do/148819/
 
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